lo stabilimento idrovoro storico di Bagnetto

Lo stabilimento idrovoro di Bagnetto governa l'immissione in Reno del Canale Collettore delle Acque Basse del territorio compreso tra Lavino e Reno (5.000 ettari), provvedendo a sollevare le acque delle zone più depresse del comprensorio. Costruito nel 1925 e potenziato negli anni '80, lo stabilimento costituisce una delle principali opere di bonifica e sistemazione idraulica che hanno reso possibile la coltivazione e gli insediamenti umani in queste zone un tempo paludose. La bella costruzione, dalle fattezze simili a una massiccia fortezza medievale, racchiude gli strumenti di governo e presidio di gran parte delle acque superficiali del territorio, consentendo l'immissione in Reno del canale Collettore delle Acque Basse.
La gestione dell'impianto e della cassa di espansione del Dosolo è affidata alla Bonifica Renana. Lo stabilimento è dotato di tre gruppi idrovori Riva da 248 kW, aventi una portata ciascuno da 3,45 a 2,40 metri cubi al secondi.

Nuove necessità idrauliche imposero nel 1984 il potenziamento dell'impianto, attraverso un'elettropompa sommergibile, collocata all'esterno, da 300 kW e una portata di 3 metri cubi al secondo.
All'esterno della costruzione principale e a valle di essa, sono collocate la chiavica emissaria, alla confluenza del Reno, due paratoie di difesa e due coppie di porte vinciane. Queste opere hanno lo scopo di salvaguardare i terreni del bacino di scolo dalle piene del fiume provocate da eventi meteorici limitati al bacino montano. Quando invece l'intero territorio è interessato da intense precipitazioni le acque basse di bonifica vengono sollevate attraverso l'impianto idrovoro e scaricate in Reno. Inoltre, per scopi irrigui, in estate viene mantenuto un adeguato livello idrico nel canale collettore delle acque basse.

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